11/10/2005

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la storia dell'uomo cattivo

Si sedette al mio tavolo come se fosse stato spinto, e per prima cosa spense la candela che avevo davanti. Distinguere il suo viso divenne immediatamente impossibile. Disse: " Non credo che ci sia una giustizia in questo mondo, perchè se così fosse io dovrei già essere morto. O almeno, dovrei vivere in miseria e in gramaglie, pagando per i miei peccati. Invece nulla, non c'è fulmine che mi colpisca, non c'è maledizione che vada a segno, vivo nell'accidia, nella cattiveria, infliggendo dolore, pensando solo al mio piacere, e oso dire che non ho nulla di cui lamentarmi. A volte, solo a volte, un subitaneo risveglio dei sensi mi rivela che razza di essere abietto e corrotto io sia. Un subitaneo moto di orgoglio mi spinge a chiedermi se non sia ora di riscattarmi, di fare per la prima volta qualcosa di mio, se no sia il caso forse di abbandonare tutto, cambiare strada, vita, magari dedicare il resto della mia esistenza alla salvaguardia degli sventurati che abitualmente snobbo, o uso per mio esclusivo piacere. Ma- lei converrà con me - la cosa più terribile del male è che è estremamente piacevole e comodo, seducente, e che quando vi si è immersi si tende a minimizzare, si perde il contatto con i resto del mondo, si tende a dimenticare in che razza di egoismo dispotico si stia vivendo.
Capirà dunque la mia perplessità. Sedotto dalla parte negativa di me, mi ci crogiuolo dentro trovandomi perfettamente a mio agio, e l'unico male che me ne viene è quando me ne pento, o tento di far qualcosa per riscattarmi. Non riesco a credere che una persona sciagurata come me, che ha cuore solo per se stesso, possa passare i giorni senza alcun peso, senza vendette, senza strali divini, perfettamente comodo. Lei mi intende?
Ne ho scritto anche una breve poesia. Gliela recito:
"terribil fatto,
eppure vero:
se fò del male,
io son sincero.
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non tengo a conto
l'humana gente,
fuori di me
non curo niente.
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causar dolore
mi par normale,
in me lo so
non v'è morale.
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non v'è un abisso
già non raggiunto,
s'io fo del male...
rimorso punto.
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del mare squalo,
del bosco l'orso,
s'io fo del male
non ho rimorso."
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Ecco qua. Notevole, vero? Un'altra dimostrazione di come io possa stracciar le mie dote componendo solo stupidi stralci di poesia.
Ma lei, amico mio, si chiederà a questo punto chi si sia seduto a questo tavolo con lei oggi...il crudele malvagio...o magari la povera anima pentita? Perchè questa confessione...per espiare i peccati fatti e correre verso la luce, oppure solo per orgoglioso desiderio di far sapere a tutti che io sono cattivo, cattivo vero, e non solo non ne ho in cambio male, ma bensì solo piacevolezze?
Ebbene, caro amico...le confesso che giunti a questo punto non lo so neppure io. Immagino che sia stato un subitaneo pentimento che mi abbia fatto crollare qui per confessare le mie colpe. Eppure, mentre raccontavo, o snocciolavo i miei stupidi versi, e proprio ora, mentre le sto parlando, in un certo qual modo sento che il parlare della sofferenza che provoco lungi dal deprimermi mi ha reso contento, gongolante, ironico. Credo di esser simile ad una palla spinta su per una salita: la momentanea spinta la fa salire, ma non appena la naturale gravità ha la meglio, la palla segue le sue naturali inclinazioni - la sua natura oserei dire - e ridiscende. E come aveva sofferto e rallentato nel salire, così accelera e corre lieta mentre scende.
A volte mi soffermo a pensare cosa sarebbe accaduto se la mia vita fosse stata diversa. Io, che sono dentro me, fatico a vedermi in modo diverso da come mi percepisco ora, ma capita in certe notti insonni che io provi ad immaginarmi in panni diversi, più nobili, più puri,  in azione, intento -diciamo - a combinar qualcosa. E mi dico "se quel giorno avessi preso quella tal decisione", o "se fossi stato meno pigro, o sottomesso, o ingenuo" o ancora "se avessi avuto la forza di seguitare ciò che stavo facendo"...E mi immagino in diverse guise, persona forte e sicura di se, apprezzata e non temuta...anzi snobbata, giacché il pensar solo a se stessi ha come corollario necessario la solitudine...e anzi, per tornare al punto di prima, a volte mi stupisco di come ci siano ancora persone che seguitino a venirmi a cercare nonostante io non li cerchi mai, e abbiano fiducia in me nonostante io spesse volte abbia fatto - e continuerò a farlo - non abbia lesinato maniere di fargliela perdere, codesta fiducia.
Parlo ad esempio della mia prima moglie abbandonata e data in pasto a dei bruti. Di quel mio socio in affari derubato e turlupinato in tutti i modi. Degli amici abbandonati. Oh, e poi, credo ci siano altri peccatucci che - in fede - non mi sento di confessare proprio ora. Metti caso che qui davanti a me io abbia un buon cittadino, uno che si crede di dover riconoscermi e denunziarmi alle autorità costituite....no, no: credo li terrò per me. Al massimo ne adopererò qualcuno per far arrossire qualche frate confessore.
Bene. La nostra conversazione è stata proficua e interessante. Capita di rado di trovare ascoltatori così ben disposti con un assassino recidivo quale io sono. Ma voi, davvero non avete nulla da dire? Ho capito: magari mi state giudicando...Bah, risparmiate il vostro tempo, potrebbe capitarvi di trovarvi semplicemente davanti allo specchio. Voi siete buono o cattivo? Sareste in grado di dirlo? Di certo siete un bravo compagno di bevute. Anzi, sono stato così soddisfatto di voi che ho deciso di farvi un regalo. Prima di sedermi qui sono andato nella toeletta. E nel mobile sotto la latrina ho nascosto un involto che contiene un considerevole numero di diamanti. Non vi mentirò: quei diamanti erano di una persona che ho appena uccisa, uno straniero evidentemente troppo fiducioso nello scegliere la gente con cui concludere certi affari. Li ho nascosti lì sotto temendo che entrasse la polizia, ma a quanto pare non si è visto nessuno, ed ora me ne posso ben andare a riprenderli. Eppure, come dicevo, contento di aver parlato con voi, voglio offrirvi un regalo. Ora io mi alzerò da questo tavolo ed uscirò - sentite bene - senza prendere i diamanti. Solo voi sapete dove sono, ve lo assicuro. Per cui, sono due le cose che potete fare: seguirmi, denunziarmi, consegnarmi alla polizia per il crudele assassino che sono e compiere così il vostro dovere di buon cittadino. Oppure, correre in bagno e recuperare il bottino che potrete rivendere a vostro comodo. Io sono ricco, e se uccido lo faccio più per piacere che per altro, perciò non ne sentirò la mancanza., Voi, d'altro canto, solo con la metà di quelli che troverete potrete rifarvi una vita da ricco, come mai avete sognata prima. Rimane assodato il fatto che se correrete per i diamanti io avrò il tempo di fuggire indisturbato, e questa notte stessa lascerò questa città, in cui sono solo di passaggio. Non solo: farò in modo di uccidere di nuovo tra pochi giorni, magari un bambino, e la sua morte la dedicherò a voi. Se deciderete di farmi arrestare ovviamente io dirò del nascondiglio, e i diamanti torneranno a chi di dovere. E questo è tutto.
Ora vado. Vivere una vita onesta o ricca? La decisione - per buona o cattiva che sia- sta solo a voi - per buono o cattivo che siate. Arrivederci"
Detto questo si alzò, e a grandi passi raggiunse la porta del locale. Si alzò e mi lasciò lì. Seduto. A decidere.

10/10/2005

type o negative - everyone i love is dead


Seems three years
Though maybe four
Someone drops dead
Whom i adore
You love someone
There will be grief
The kiss of death
Lips of a thief
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A dusty stack
of photographs
Of times I've cried
But mostly laughed
Commit the past
Into blue flame
Acrid smoke
Cowardly shame
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At times I'm truly terrified
Cause dope and booze
Don't help to hide
They're used to mask
A weakling's hurt
It's just like painting
Over dirt
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Everyone I love is dead (ha-ha)
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Life's a game I cannot win
Both good and bad
Must surely end
The mirrors
Always tell the truth
I love myself
For hating you